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LA CAVA DEL ROUGET: l'epoca dei lavori

Le vestigia conservate sono molto significative, di un certo livello di spettanza, particolarmente nella gestione dello spazio sotterraneo, ma con tecniche di abbattimento ancora poco "rigorose".
Alcuni elementi sono da prendere in considerazione.
Lo sfruttamento della parte visitata non é stata data alla polvere ; quindi si datano gli inizia in Europa dal XVII secolo (nello stato attuale di conoscenza).

D'altro canto. l'archivista- paleografo Luca Patria che ha svolto ricerche d'archivio non trova alcuna menzione di questa cava prima della ripresa avvenuta nel XVIII secolo.
Sarebbe stato possibile lo sfruttamento nel Medio Evo oppure nei tempi moderni, senza che vi siano per forza dei riscontri visibili?
Senza studi specifici, sarebbe al momento prematuro affermare che questa cava abbia origini romaniche.

CONCLUSIONE

Questo primo approccio ha permesso di confermare il grande interesse della cava del Rouget.
Per meglio conoscere tale sito, sono necessarie ulteriori visite.
Tutto sommato occorrerebbe condurre una ricerca sul contesto geologico e storico della cava.
Infine, fare uno studio archeologico reale con rilievi topografici, prospetti della superficie sistematici e disostruzione di una parte della rete conosciuta.

Tutto ció permetterebbe di comprendere meglio le tecniche di abbattimento avendo accesso alle zone di miniera vergini deteriorate e di avere un'idea migliore dell'ampiezza del sito e piú particolarmente riconoscere i lavori del XVIII secolo che non sono accessibili dall'entrata attuale.
Una conoscenza migliore di tale sito apporterebbe un contributo importante alla storia delle tecniche minerarie in Italia e piú particolarmente della zona delle Alpi; oppure dei confronti sarebbero possibili con le ricerche condotte in Francia in particola modo nel massiccio dell'Osains (Isere).

Leggi altre informazioni sulla cava del Rouget riguardanti:
- La cava del Rouget
-Le tecniche di estrazione
-L'epoca dei lavori


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